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Die Botschaft dieses Sonntags scheint, zweifach zu sein. Erstens betrifft sie genau über das Vergeben als solches. Auf Italienisch (wie auch af Deutsch) enthält das Wort selbst die Idee des Geschenkes (Geben, ver-geben). Nur auf Grund des Geschenkes (per dono) können wir den Anderen die Schuld erlassen und gegenseitig sie, um ihren Erlaß (con-dono) bitten. Und es ist genau der Erlaß das zweite Hauptthema der ausdruckvollen Parabel Jesu, die mit dem selben Vergeben verbunden bleibt, indem er der Frage von Petrus, «Herr, wie oft muß ich vergeben?», beantwortet. Das Vergeben erscheint darum eine kostenlose Geste, die kein Kalkül kennt. Es hat keinen Preis, außer der Liebe, von dem es erzeugt wird und das es bezweckt.
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24. Sonntag del Jahreskreises (A) 2005
Erlassen als Vergeben und nicht
erwürgen,
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Vangelo di Matteo (13,3-9) <<Egli [Gesù] parlò loro di molte cose in parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda»>> Profeta Isaia (55,10-11) <<Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata>>.
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